Hanno parlato di Francesco Mottola: Arturo Bovi, Serena D’Arbella, Elio Mercuri, Salvatore Chiolo…

"… La scultura moderna ha sempre avuto un rapporto difficoltoso con lo spazio, perché si è trovata sempre dinanzi un ostacolo insormontabile; in pittura lo spazio reale può essere sostituito da una rappresentazione o addirittura dalla finzione di esso, alla scultura è negato fingere lo spazio, perché comunque faccia lo ingloba, lo delimita, lo costruisce.

Anche per Francesco Mottola si è posto questo problema. Non poteva certo eliminarlo, per cui ha cercato di risolverlo secondo una linea di rigore: i piani si sovrappongono, si saldano, si delimitano, autocostruendosi.

Il volume in questo modo non si impone, anzi si attenua, creando così un gioco di suggestione, in cui la materia scivola verso un’apparizione - sparizione dell’immagine.

Il gioco immaginativo impregna le opere di Francesco Mottola, conferendo loro eleganza e lievità…"
Salvatore Chiolo

"… L’inserimento nella composizione, delle opere di Francesco Mottola, di rampicanti, foglie, fiori… che ledendo la forma geometrica primaria, creano il vuoto nell’opera... è un simbolo della forza primigenia della natura…"
Serena D'Arbella